CAMPOMAGGIORE, un corso per il recupero di antiche tradizioni musicali.

“Due strumenti a fiato che trovano radici nel mondo pastorale ed agricolo”.
La zampogna e la ciaramelle sono strumenti musicali di origine pastorale, molto diffusi soprattutto nel Centro e Sud Italia, dove la tradizione è molto radicata. La zampogna è una sacca di pelle piena d’aria nella quale sono inserite alcune canne di legno. La ciaramella visivamente ricorda un flauto, dal suono acuto e melodioso. Due strumenti musicali antichi che portano con sé il respiro delle montagne, il calore delle feste e il ritmo della vita contadina. A Campomaggiore, grazie alla locale Pro loco e alle competenze del maestro Domenico Piliero, dallo scorso mese di settembre, ha avuto inizio un corso proprio per recuperare e valorizzare questi strumenti attraverso lo studio e la loro pratica. Gli allievi – afferma Domenico Piliero – perfezionano la tecnica, contribuendo alla conservazione e alla diffusione di un patrimonio musicale che affonda le sue radici nella tradizione popolare. Le tradizioni sono il filo invisibile che ci lega al nostro passato. Il suono di questi strumenti non è solo musica: è memoria viva. È il racconto di un passato che ci appartiene e che non vogliamo dimenticare. Sono diversi i partecipanti alle lezioni serali, bambini ed adulti che con grande attenzione seguono le mie indicazioni, tradizioni che rischiano, purtroppo, di perdersi a causa di una modernità indirizzata sempre più alla tecnologia. Un corso che segue già attività simili, promosse nel corso degli anni, dalla locale Pro loco come il corso per organetto che come ogni anno a luglio nella settimana dei festeggiamenti della Madonna del Carmelo, culmina con il “Festival dell’organetto” che sta riscuotendo notevoli apprezzamenti anche fuori regione. Attività che hanno l’obiettivo di mantenere vive queste pratiche musicali, rendendole accessibili a nuove generazioni di musicisti e appassionati. Insieme – conclude il maestro Piliero – possiamo fare in modo che queste antiche melodie continuino a risuonare nel cuore delle nostre piccole comunità. Merito alla Pro loco per la tenacia ed il grande lavoro di aggregazione teso al recupero di queste antiche tradizioni musicali.